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Allerta meduse da Agrigentino a San Vito lo Capo, colpa della pesca intensiva

Secondo l'esperto le meduse si stanno moltiplicando a causa della pesce dei loro predatori

Nella giornata di ieri il litorale di San Leone ad Agrigento era letteralmente invaso dalle meduse

Il litorale è invaso, è “caccia” alle meduse a San Leone ad Agrigento.
Ormai è una storia che si ripete ogni anno nella maggior parte delle spiagge della Sicilia. Complice il riscaldamento delle acque e le mareggiate le meduse sono il terrore dei bagnanti.

Nella giornata di ieri il litorale di San Leone ad Agrigento era letteralmente invaso dalle meduse. L’allarme ha generato il panico tra i bagnanti che hanno evitato di tuffarsi in mare. Sulla spiaggia è così iniziata una vera e propria caccia alla medusa. Sono centinaia quelle tolte dall’acqua.

A portare le meduse vicino alla costa è stata la presenza del vento che ha spinto gli animali a riva.

Banchi di meduse hanno «fatto irruzione» nei litorali della Sicilia occidentale la scorsa settimana. Da San Vito lo Capo, fino al mare di Mondello, ma anche a Favignana le meduse hanno disturbato la giornata trascorsa a mare dai turisti. Ora però l’allarme meduse sembra essere rientrato.

«E il numero è destinato a crescere – dice il biologo marino Marco Toccacelli – Favignana e, in generale, tutte le Egadi sono piene di meduse in questo periodo. Non è tanto questione di alte temperature, capita quando c’è il vento che viene dal mare e spinge l’acqua verso terra e, con essa, le meduse».

Secondo l’esperto è la corrente a far giungere a riva le meduse, proprio in mezzo ai bagnanti, per questo si accumulano. «Il numero così grande di meduse e la loro crescita continua – continua il biologo – è dovuto alla progressiva scomparsa dei grossi pesci predatori e al riscaldamento globale, questi animali vivono sempre di più, poiché pure in inverno l’acqua rimane calda. Il consiglio è di entrare in acqua con la maschera, così si ha una chiara visione sott’acqua. E poi evitare di toccare quello che non si conosce».

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