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Alberghi e locali senza personale, stagionali preferiscono il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza d'altra parte ha registrato il record di richieste in Sicilia

Quello che non convince i beneficiari del reddito di cittadinanza è il fatto che un contratto di sei-sette mesi, evidentemente non è sufficiente

Alberghi e ristoranti cercano personale stagionale ma sembra che più nessuno vuole lavorare. Forse a causa del reddito di cittadinanza un beneficio di cui godono 175.393 nuclei familiari siciliani. Il dato sul turismo dell’Isola parla chiaro: in queste settimane gli alberghi stanno rinnovando almeno il 10 per cento del personale, ma da San Vito Lo Capo a Cefalù, da Taormina a Palermo la ricerca è sempre più difficile.

Il reddito di cittadinanza d’altra parte ha registrato il record di richieste. Il dato è stato confermato anche dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico. Le richieste arrivate a destinazione sono in tutto 251.993, e se 19.555 sono ancora in fase di istruttoria 57.085 sono già state respinte, per un tasso di “no” che si attesta al 22,6 per cento. La provincia con più richieste è Palermo, proprio dove è difficile trovare personale stagionale per gli hotel. 

Quello che non convince i beneficiari del reddito di cittadinanza è il fatto che un contratto di sei-sette mesi, evidentemente non è sufficiente. I problemi riguardano soprattutto gli alberghi “stagionali”, quelli cioè che trovandosi in località balneari — da Cefalù a San Vito Lo Capo, fino ad arrivare a Taormina — espandono notevolmente il proprio organico in estate. Stesso discorso per i lavoratori edili. 

La Sicilia intanto rimane la regione con meno occupati d’Italia. Dove lavorano in quattro su dieci e, tra disoccupati e inattivi, Sono “a spasso” un milione 900mila persone. Persino un po’ peggio dell’anno scorso, soprattutto per i giovani. Nel 2018 l’economia siciliana rallenta e archivia la “mini-ripresina” dell’anno precedente.

Ma è il lavoro che resta un miraggio: nell’Isola è occupato solo il 40,7 per cento della popolazione attiva, con un calo dello 0,3 per cento rispetto al 2017 e una quota di disoccupati che resta inchiodata al 21,5. Il report della Banca d’Italia fotografa una Sicilia dove non c’è un fondamentale dell’economia, dal lavoro alle imprese, in cui la Sicilia faccia passi in avanti per recuperare il gap con il resto d’Italia, talvolta anche rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno, o quanto meno si riavvicini ai livelli pre-crisi del 2007.

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