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Reddito di cittadinanza, scoperto un altro furbetto a San Vito lo Capo

Scoperto a San Vito Lo Capo un altro furbetto del reddito di cittadinanza. Un operaio, C. S., è accusato di percepire indebitamente il reddito di cittadinanza. È tra i lavoratori edili denunciati dai carabinieri, del comando provinciale, nell’ambito di un’operazione che i militari dell’Arma hanno eseguito ispezionando due imprese di costruzioni e relativi cantieri ad Alcamo e San Vito Lo Capo.

All’esito dei controlli effettuati, sono risultati cinque lavoratori irregolari e sono state denunciate tre persone: C. S. appunto e due datori di lavoro.

Un servizio che è stato svolto in prima linea dai carabinieri della stazione di San Vito Lo Capo, in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro e con funzionari dell’Inps di Trapani, per controlli finalizzati a verificare l’osservanza degli obblighi in materia di lavoro, nonché di salute e sicurezza dei lavoratori. Sono stati denunciati a piede libero, quindi, il lavoratore ritenuto responsabile di percezione indebita del reddito di cittadinanza e gli amministratori unici delle due ditte di costruzioni in cui sono state rilevate le irregolarità, a carico dei quali sono stati adottati provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Inoltre, sono scattate sanzioni amministrative per complessivi 14.400 euro e ammende pari a 7.723 euro.

Nel corso di due attività ispettive sono emerse diverse irregolarità, quali: l’omessa sorveglianza sanitaria, la mancata formazione e informazione dei lavoratori sui rischi connessi alle attività da svolgere, la mancata consegna dei previsti dispositivi di protezione individuale, la presenza, nei cantieri edili, di ponteggi non adeguatamente armati in modo da evitare il pericolo di caduta dei lavoratori e la mancata redazione del Piano Operativo di Sicurezza. Durante i controlli eseguiti a carico dei lavoratori presenti, ben cinque sono risultati irregolari e, dai successivi accertamenti svolti nelle immediatezze dai militari operanti, è stato accertato che uno di questi, C. S., percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza.

Sono già quasi una trentina in Sicilia, e di questi una decina nella sola provincia di Palermo, gli analoghi illeciti scoperti dal Nucleo Ispettorato del Lavoro, a seguito di controlli in cantieri edili, attività commerciali e di ristorazione. Controlli incrociati con la piattaforma Inps per verificare se queste persone avessero fatto richiesta del reddito di cittadinanza. Il primo caso lo scorso 10 maggio nelle Madonie, protagonisti due coniugi. Si parla così di «furbetti del reddito di cittadinanza», che rischiano di andare incontro a pene che ammonterebbero da uno a sei anni di carcere, soprattutto se sono persone già pregiudicate, come è stato già dichiarato dai vertici del Nucleo Ispettorato del Lavoro.