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Lavorava in nero e prendeva il reddito di cittadinanza, beccato furbetto a Sferracavallo

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Puntuale, ogni mattina, usciva da casa molto presto per andare a lavorare in nero in un cantiere edile a Sferracavallo, a Palermo. Peccato, però, che il dipendente – un palermitano di 52 anni, che è stato denunciato- percepisse il reddito di cittadinanza per il quale gli era stata già corrisposta la somma di 300 euro, peraltro un anticipo dei 1200 a cui per legge aveva diritto.

È il cuore della nota borgata marinara a fare da sfondo al primo caso nel capoluogo che riguarda i furbetti dello strumento di contrasto alla povertà targato M5S.

«Un numero difficile da quantificare. Un fenomeno che indubbiamente si può allargare», spiega Andrea Senes, capitano dei carabinieri della compagnia di San Lorenzo. «Le nostre stazioni – aggiunge – sono impegnate in questo monitoraggio». Nel caso specifico è intervenuto il comando di Partanna Mondello che ha osservato, tramite attività informativa, dopo un’attenta e costante analisi degli elenchi di quanti beneficiano del reddito di cittadinanza, gli strani movimenti del furbetto. Il quale, ogni mattina, usciva presto da casa.

«Una consuetudine sicuramente anomala per chi percepisce il reddito di cittadinanza. I suoi movimenti erano sospetti», precisa Senes. Così dopo un servizio di pedinamento e vari accertamenti, il 52enne palermitano è stato colto in flagrante mentre svolgeva lavori di ristrutturazione in una ditta edile a Sferracavallo. Ma c’è di più. Perché nell’ambito dell’attività di controllo, seguita in collaborazione col nucleo Ispettorato del lavoro, i carabinieri hanno scoperto che l’operaio, beneficiario del reddito di cittadinanza, lavorava in nero per la ditta in questione. Che non era neppure iscritta alla Camera di commercio.

Così il titolare dell’azienda – anche lui palermitano di 52 anni – a cui è stata sospesa l’attività nei confronti della società, dovrà rispondere all’autorità giudiziaria di «omessa visita medica e formazione del personale, mancata redazione del piano operativo di sicurezza e nomina del medico competente». Al furbetto del reddito di cittadinanza è stata sequestrata la card, distribuita da Poste Italiane, che consente gli acquisti previsti dalla misura. Inoltre, secondo la norma in materia scritta dal governo, «per avere omesso informazioni dovute», potrebbe essere punito con la reclusione da due a sei anni. In quel cantiere, però, il lavoro nero sarebbe stato la regola. Infatti, i carabinieri hanno rinvenuto un’altra ditta formata da due operai di cui uno garantiva le proprie prestazioni in nero.

«Ma che – precisa Senes – non era beneficiario del reddito di cittadinanza». Pesantissime, infine, le sanzioni elevate a termine del servizio. Le ammende sono ancora in fase di quantificazione e si aggirano attorno a 60 mila euro.

In Sicilia il primo caso di chi aveva cercato di aggirare le regole e beneficiare indebitamente della misura del governo risale allo scorso 10 maggio. Protagonisti della vicenda due coniugi di un comune delle Madonie. 

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