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Giro di tangenti in appalti pubblici, arrestati imprenditori e pubblici ufficiali nel Palermitano

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Dalle prime luci dell’alba, è in corso una imponente operazione della Polizia di Stato, denominata “Cuci e Scuci”, attraverso la quale sono in via di esecuzione numerose misure cautelari, emesse dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di imprenditori e di Funzionari della Pubblica Amministrazione, nelle vesti, rispettivamente, di corruttori e corrotti e che, per le loro condotte illecite accertate, dovranno rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Tali provvedimenti sono gli esiti di un’articolata indagine, svolta dalla Sezione “Anticorruzione” della Squadra Mobile di Palermo, che ha registrato uno stratificato sistema corruttivo, annidatosi nel settore degli appalti per opere pubbliche e che ha interessato un importante distretto ministeriale deputato a veicolare rilevanti fondi pubblici.

L’input alle indagini lo ha fornito la coraggiosa denuncia di un imprenditore edile, imbattutosi in una richiesta di tangenti da parte di alcuni dei funzionari pubblici, in servizio presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Palermo,  oggi arrestati, nel corso della ristrutturazione edile di una scuola elementare sita nella provincia di Palermo.

Arrestati quattro funzionari: Carlo Amato, Francesco Barberi, Antonio Casella e Claudio Monte. Altri due sono stati sospesi per un anno, mentre otto imprenditori-corruttori sono stati raggiunti da un’interdittiva e non potranno lavorare con la pubblica amministrazione. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giacomo Brandini, Maria Pia Ticino e Pierangelo Padova. Oltre alla corruzione vengono contestasi i reati di falso e truffa ai danni dello Stato.

C’è da sottolineare come, per la prima volta a Palermo ed una delle prime a livello nazionale, il provvedimento cautelare preveda la misura del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per mesi 12 ( recentemente introdotta dalla cd legge“spazzacorrotti” Legge n. 3 del 2019)   a carico di 8 imprenditori.  

L’ambito investigativo toccato dall’indagine riguarda principalmente appalti pubblici finanziati con fondi del Ministero Infrastrutture e Trasporti ( MIT) –  in particolare per la cd edilizia scolastica- o di altri enti o Ministeri, stanziati per lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione di immobili dello Stato, utilizzati per fini istituzionali o di pubblica utilità.  

Le investigazioni condotte hanno carpito laconsegna di molteplici tangenti il cui importo corrispondeva all’incirca al 2-3% dell’importo complessivo del finanziamento statale.

Il modus illecito adottato  consentiva all’imprenditore di recuperare l’importo della tangente, attraverso l’inserimento di voci di spese fittizie o maggiorate nei documenti contabili, predisposti dai funzionari infedeli, restando di fatto a carico dello Stato.

Gli appalti pubblici in questione riguardano 5 Scuole situate nelle province di Palermo, Enna e Catania, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e destinato all’arma dei Carabinieri per esigenze alloggiative del personale ed altro immobile sito a Capaci, destinato alla nuova Stazione dei Carabinieri della cittadina.

Le indagini si sono allargate in seguito, riguardando lavori per la costruzione di alcuni padiglioni all’università di Palermo, alcuni appartamenti per le forze dell’ordine, della caserma dei carabinieri di Capaci. Ed ancora la Chiesa di San Benedetto e alcune scuole a Centuripe, Nicosia, Casteldaccia e Sant’Alfio. 

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